Wired Health 2018 | Appunti di una psicologa
- 20 mar 2018
- Tempo di lettura: 2 min
Milano, 15 marzo 2018.
Nell'ambito della Milano Digital Week si è svolto Wired Health - Innovazione per la vita: evento targato Wired Italia e dedicato ai maggiori trend in materia di innovazione per la salute. Un viaggio lungo un giorno attraverso medicina, tecnologie digitali e nuovi stili di vita, per provare ad immaginare la salute e la sanità del prossimo futuro.

Photo Credit: Wired Italia
Pur facendo da contenitore ad esperienze anche molto diverse (qui il programma), l'intera giornata ha preso le mosse dalla chiara consapevolezza che mettere l'avanzamento digitale a servizio della salute, e quindi della sanità, significa produrre accessibilità e sostenibilità. In altre parole: servizi più efficienti anche nei costi, orientati alla prevenzione, capaci di raggiungere più persone e di rispondere a bisogni ancora insoddisfatti.
Per quanto fondamentale, tale consapevolezza da sola non basta.
Ci si è interrogati sugli aspetti che richiedono ulteriore approfondimento ed è univocamente emersa la necessità di un cambiamento socio-culturale che accompagni la rivoluzione digitale in atto. Un cambiamento che, per ragioni sia intrinseche che legate alle specificità
del contesto italiano, stenta a decollare.
Ecco, dunque, alcune delle sfide che ci attendono:
Educare alla multidisciplinarietà gli operatori sanitari. Occorre sviluppare, anche nei clinici, una “mentalità organizzativa” che possa aiutare a gestire la crescente complessità in termini di collaborazione multiprofessionale e di relazione con il paziente.
Mettere al centro il paziente, tenendo presente che:
alcune categorie al centro "non vorrebbero starci", sono cioè più difficilmente ingaggiabili (ad es. cronici, anziani).
molti utenti risultano già ingaggiati nella propria salute, nonché aperti al digitale e consapevoli delle soluzioni disponibili, MA:
- faticano a muoversi all'interno dell'enorme offerta di informazioni e possibilità, e per questo non riescono a scegliere. Queste persone cercano rassicurazione e hanno bisogno di ripartire da una relazione paritaria e di FIDUCIA con l'operatore;
- le soluzioni proposte non incontrano realmente i loro bisogni. Per "comprendere il mercato", invece, è necessario coinvolgere attivamente gli utenti già nella FASE DI SVILUPPO delle soluzioni riguardanti la loro salute.
Coinvolgere gli utenti si rivela insufficiente, però, se contestualmente non si lavora per rafforzare il dialogo con i decision-makers e snellire i tempi di implementazione. A livello istituzionale queste costituiscono le maggiori criticità. Dal momento che le nuove tecnologie diventano velocemente obsolete (in circa 3 anni), senza una visione solida e condivisa in sede ministeriale, difficilmente si riuscirà ad investire in qualcosa che rischia di venire superato ancora prima di essere realizzato.
Cyber Security e Big Data. La salute digitale funziona raccogliendo e sistematizzando un'enorme quantità di dati personali. Bisogna ancora lavorare per garantirne la sicurezza e definirne, eticamente, i limiti d'uso.
In conclusione, chi si occupa di innovazione nella salute non può più prescindere dalla necessità di co-costruire un dialogo sistematico con tutti gli stakeholders: istituzioni, da un lato; utenti diretti ed indiretti, dall'altro. Da tempo gli psicologi si fanno portatori di buone prassi nella relazione medico-paziente, nella gestione della complessità, nell'empowerment
per la salute e nei processi di costumer journey/user experience: è il momento di mettere a sistema queste competenze.





















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