Vulvodinia, una storia | Impenetrabile di Alix Garin
- 2 feb
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Pubblicato nel 2024 e poi uscito in Italia a marzo 2025, Impenetrabile è la storia autobiografica dell’autrice Alix Garin che, poco più che ventenne - e sulla soglia del passaggio all’età adulta - comincia improvvisamente a soffrire di dolore durante i rapporti sessuali.
Dopo tempo, ipotesi e alcuni tentativi - non sempre riusciti - di ascolto e cura, la sua condizione trova finalmente un nome: vulvodinia.
In maniera spaventosamente accurata e riconoscibile sia dal punto di vista grafico che narrativo, Impenetrabile riesce a rappresentare e restituire molte delle tappe che caratterizzano il percorso di chi si “imbatte” nel dolore vulvare e/o sessuale.
Alcuni esempi:
la comparsa del dolore: imprevisto e indecifrabile, il dolore interrompe la continuità dell’ esperienza e, misconosciuto, aumenta inesorabile;
senso di vergogna e incomunicabilità: la difficoltà a parlarne, spesso anche con il/la partner, ha a che fare non solo con la vergogna e il senso di inadeguatezza, ma anche con una vera e propria impossibilità di decodificare tale esperienza, di verbalizzarla o di collocarla in un contesto più ampio;
paura del dolore, calo del desiderio: l’idea - non tanto fuori, ma dentro di noi - di non poter rifiutare un rapporto per paura di conseguenze (percepite come) irreparabili sulla relazione;
pensieri intrusivi sul sesso: principalmente legati alle difficoltà nella sessualità (es. modalità, numero, frequenza), nel tentativo di trovare una soluzione o almeno di ristabilire un po’ di controllo, contrastare i vissuti negativi, evitare conflitti o tensioni nella relazione
ricevere la diagnosi: una volta visto e riconosciuto, il dolore diventa più comprensibile e comunicabile. Se si vuole, perfino esplorabile e “interrogabile”: chi sei, dolore, da dove vieni? E come stiamo insieme?
guarire: spoiler, il dolore di Alix alla fine rientra, ma il messaggio testimoniato lungo tutto il racconto sta nella possibilità di cercare e (ri)trovare il (proprio) desiderio nonostante il dolore, anzi attraverso di esso. Ricordandoci che guarire significa molte cose e non tanto “tornare come prima”.
Ma per quanto dolorosa (specialmente in alcuni frangenti), il dolore non è il vero protagonista della storia.
Impenetrabile è e resta il racconto di un viaggio, coraggioso e unico, alla ricerca e (ri)scoperta di sé.
Insomma, mi è piaciuto molto, la mia sensazione è che queste pagine offrano la preziosa possibilità di rispecchiarsi, senza però cedere a risposte preconfezionate.
E voi? Qualcuno l'ha letto? Che ne pensate?






















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