Salute digitale e ricerca: i trials clinici decentralizzati
- 13 dic 2018
- Tempo di lettura: 2 min
L'entusiasmo per la salute digitale non può farci rinunciare alla necessità di dimostrare, in maniera scientificamente rigorosa, l'efficacia delle soluzioni innovative proposte. Purtroppo non sempre imprese giovani come le startup riescono a sostenere l'impegno di metodologie di ricerca "tradizionali" tipo i trials clinici. C'è bisogno di un approccio alla ricerca più startup-friendly, ne abbiamo parlato qui.
La buona notizia è che a venirci in aiuto sono proprio i nuovi strumenti che la salute digitale ci sta mettendo a disposizione. Ad esempio, i vari dispositivi pensati per tracciare i dati clinici si stanno rivelando utili a facilitare la ricerca, allargando il campione e riducendo i costi e i tempi di raccolta dei dati.
Per questo, scrive Andrea Coravos, si comincia a parlare di trials clinici decentralizzati
(TCD). Cosa cambia in un trial clinico decentralizzato?
- il dove vengono raccolti i dati: non più in un contesto specialistico, ma da remoto,
direttamente nell'ambiente naturale del paziente (per es. da casa)
- il come vengono rilevati: il dato viene generato in maniera più continuativa, direttamente dal paziente e non tramite un intermediario (per es. un medico o un ricercatore)
Abbattendo il problema della distanza fisica, i trials decentralizzati offrono la possibilità di reclutare un numero maggiore di partecipanti e di ottenere più informazioni, più accurate e vicine alle reali condizioni di vita dei soggetti.
Da questo punto di vista i TDC risultano particolarmente interessanti, ma ciò non significa necessariamente arrivare a decentralizzare tutti i trials. In alcuni casi la decentralizzazione potrebbe risultare inadatta: ci sono valori che è tuttora meno sicuro recuperare da remoto
(per es. prelievo di sangue). Verosimilmente i protocolli migliori richiederanno un approccio misto, con strategie decentralizzate e centralizzate in base agli obiettivi di ricerca e alla preferenza delle persone. In questo senso, i TDC permettono di mettere autenticamente al centro il paziente, consentendogli di scegliere la modalità di partecipazione alla ricerca che preferisce. Ritornando all'esempio sul prelievo di sangue, alcune persone potrebbero riuscire a fornire un campione di sangue autonomamente, altre invece potrebbero continuare a preferire l'intervento di un operatore.
In conclusione, procedure di questo tipo sono ancora poco diffuse, ma rappresentano una realtà con forti possibilità di sviluppo e applicazione. Lavoriamo nella direzione di costruire maggiore sinergia tra ricerca medico-scientifica e innovazione a beneficio della salute.
Di tutti.

nella direzione di sviluppare maggiore sinergia tra il mondo





















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